LA’ DI MORET UNA FINESTRA SUL FRIULI

LA’ DI MORET UNA FINESTRA SUL FRIULI

di Mario Stramazzo

 Può sembrare un nome curioso ma in realtà, come tutto in Friuli , dietro c’è tutta la concretezza di un popolo e della sua gente. Tenace, laboriosa e poco incline ai riflettori ma pronta a farsi in quattro anzi in cinque come le cinque generazioni che si tramandano il soprannome di una famiglia che sapientemente guida questa struttura.

Vero simbolo dell’hotellerie e della ristorazione di alta qualità di un territorio incredibilmente ricco di storia e cultura, anche gastronomica, ancora poco conosciuto. I Marini, o meglio i Morèt, per via dei capelli scuri, nel 1905 aprono una piccola osteria con una stalla e un grande cortile con un deposito dove far riposare i cavalli, e rifocillano gli avventori di passaggio con un’accoglienza calda ma non invadente – la stessa che si riserva agli amici veri – e offrono loro pane, salame, formaggio e frittate. Proprio in questa semplice eppure eccellente formula adottata dal patriarca Giovanni, sta il successo ottenuto e consolidato nel tempo dalla famiglia Marini: l’ospitalità genuina e vivace secondo i canoni del Friuli autentico, unita all’eccellenza della proposta enogastronomica, hanno infatti reso il Best Western Hotel Là di Moret Udine punto di riferimento di questa terra. Siamo a Udine, nel cuore del Friuli Venezia Giulia, e l’insegna “Là di Moret” costituisce una vera e propria garanzia – confermata anche dai prestigiosi riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni, primi fra tutti i numerosi Awards Best of Alpe Adria – che si rinnova quotidianamente non solo nella cucina de “Il Fogolar” ma significa anche accoglienza a 360° per coinvolgere i gourmet e tutti gli ospiti, tutti i viaggiatori che hanno voglia di farsi coccolare dal comfort delle 86 camere e usufruire degli alti standard internazionali dei servizi dell’hotel – all’ avanguardia quelli dedicati alle donne e degni di nota per l’eccellenza e la flessibilità quelli dedicati alla clientela business e al mondo MICE – e sperimentare i percorsi beauty & wellness della Blu Moret SPA.

In particolare, varcare la soglia de “Il Fogolar” e sedersi vicino al caminetto posto al centro della sala il cui soffitto è ricoperto da quasi 600 Piatti del Buon Ricordo – associazione a cui questo ristorante aderisce dal 1968 -, non è semplicemente sentirsi a casa, ma vivere e condividere un’intera regione che, proprio davanti al “fogolar”, ha costruito la sua cultura genuina e orgogliosa, grazie anche all’ indole lavoratrice e instancabile. Si sta bene con il maître Renato Gazzola al quale non sfugge niente, e appaga la selezione di vini di Juri Cossa che ben promuove in primis i vini friulani con curiosa ricerca tra grandi nomi e piccole realtà anche fuori dal coro; del resto, ad una manciata di chilometri c’è il terroir del Collio (area collinare che si estende tra l’ Isonzo e lo Iudrio, delimitata a sud dalla pianura friulana e divisa tra Italia e Slovenia) e l’area dove sono nati i grandi vini naturali come quelli in anfora di Josko Gravner e di Stanko Radicon. Una carta dei vini che davvero può essere definita “ricca”. Con “tanto di tutto” in fatto di prodotti e vini d’eccellenza, non poteva mancare una cucina in grado di emozionare, con serietà e dedizione d’altri tempi, come quella di Stefano Basello, chef executive dal 2010.

E’ a lui che si devono continuità e ricerca, ed è lui la guida di un viaggio di gusto tra mare e terra, tra laguna e colline, tra fiumi, boschi, pascoli e le più incontaminate vallate carniche. Basello, con la sua grande esperienza e quel tocco da folletto dei boschi, incanta tra cotture e consistenze, tra ricerca e modernità che profuma di tradizione. La regione e la natura sono i suoi pezzi forti, come il menu “altitudini” realizzato con materie prime (fieno, erbe, formaggi, acqua …) di piccoli produttori artigianali, oppure quelli realizzati con l’importante collaborazione di Valeria Margherita Mosca a caccia del commestibile tra erbe e piante selvatiche (erbe, licheni, cortecce, rabarbaro selvatico, gemme di pino …) – così come era consuetudine nell’’800 – durante le uscite quotidiane all’alba, da marzo a ottobre.

Impossibile non assaggiare il Tortelfrico, tortello croccante come la crosta del frico, con ripieno di Montasio morbido e profumo di cipolla non invadente, e altrettanto impossibile resistere al Risotto agli scampi e Picolit (prezioso e quasi introvabile). Non mancano carni d’allevamento di primissima qualità, pesce, freschissimo, che arriva quotidianamente dalla vicina laguna di Marano e Grado, e i numerosi prodotti agricoli della ricca campagna friulana.

Per un’offerta enogastronomica completa, nella veranda ecco l’ambiente giovane e dinamico dell’Insolito Moret American Bar & Restaurant creato per pranzi veloci ma all’insegna della qualità – imperdibili le mitiche Mezzemaniche alla Moret – , aperto dal sontuoso buffet della prima colazione, punto di riferimento della città per aperitivi, drink e cocktail, vini pregiati, e i migliori whisky e rhum invecchiati.

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